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L'occhio che tutto vede

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Eccoci giunti alla fine della nostra carrellata panoramica sulla cinepresa. Come abbiamo già notato parlando di fumetti, la cinepresa è stata citata spesso dagli altri media, dunque non sorprende la sua presenza anche nella  letteratura di finzione . Infatti, sebbene sia indubbio che in ambito narrativo la cinepresa abbia subìto fin da subito l'influenza del medium letterario (che l'ha aiutata a imporsi come strumento artistico), è altrettanto vero che la macchina da presa è apparsa fin da subito tra le righe di molte opere letterarie. Qui di seguito ne riporto due, particolarmente rilevanti ai mie occhi, che costituiscono un'aspra critica all'utilizzo dello strumento che abbiamo trattato in questi dieci step. (Pirandello 1916): Luigi Pirandello, Quaderni di Serafino Gubbio operatore (originariamento intitolato "Si gira...") ,  Milano: Fratelli Treves, 1916 Sesto e penultimo romanzo del drammaturgo siciliano, ha come protagonista Serafino, un cineoperatore di ...

La tecnica dietro all'invenzione

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Nel processo di sviluppo della loro invenzione i Lumière hanno collaborato con varie figure diverse, che hanno dato un contributo piuttosto considerevole al successo delle loro ricerche. Qui di seguito riporto quelle che, a mia opinione, sono le tre più importanti. Lèon Bouly Inventore francese vissuto tra il 1872 e il 1932, si deve a lui la primissima versione del cinematografo. Il 12 febbraio 1892 infatti - due anni prima degli esperimenti effettuati dai Lumière - Bouly aveva depositato un brevetto per il suo " cinématographe ". Nel 1894 tuttavia non era in grado di pagare il canone per mantenere il brevetto, così vendette i diritti e il nome del suo apparecchio ai Lumière, che li applicarono all'apparecchio che avevano sviluppato nel frattempo. Oggi gli storici concordano nello stabilire che il nome dell'apparecchio dei Lumière si deve in realtà proprio a Bouly. Charles Moisson Vissuto tra il 1864 e il 1943, è stato un ingegnere e successivamente un operatore-proie...

Il pipistrello, la scimmia e il topo

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La macchina da presa è entrata a far parte della cultura popolare fin dai suoi primi momenti, quindi non stupisce sapere che è stata citata innumerevoli volte negli altri media. Di seguito riporto alcune apparizioni della nostra cinepresa nel mondo dei fumetti. (Finger, Gustavson 1954): Bill Finger, Paul Gustavson, Batman - Two-Face Strikes in "Batman" no. 81 , New York: DC Comics, febbraio 1954 Uno dei primi numeri dedicati a Batman, uno dei supereroi di punta della DC Comics. In questo numero appare per la prima volta come cattivo Mr. Camera, un boss del crimine di Gotham City che maschera il suo volto con un casco a forma di cinepresa portatile e compie i suoi misfatti usando trucchi fotografici. In uno scambio di battute con Batman e Robin afferma anche di riprendere i suoi crimini con una cinepresa. (Giolitti, Ticci 1968): Alberto Giolitti, Giovanni Ticci,  King Kong , New York: Gold Key Comics, 1968 Una versione a fumetti del popolare mostro cinematografico realizzata...

Eccomi De Mille, sono pronta per il mio primo piano

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Per quanto bizzarro, è senz'altro molto interessante spostarsi dietro le quinte e riflettere sui film in cui è presente in scena una macchina da presa, lo strumento più importante della narrazione cinematografica  dal momento che il cinema non sarebbe mai esistito senza di essa. L'uscita dalle officine Lumière , diretto da Louis Lumière [ La Sortie de l'usine Lumière ], 1895. France. Prima di analizzare alcuni film in cui è presente una cinepresa, voglio citare alcuni dei primissimi film presentati dai  fratelli Lumière  (e da loro stessi diretti, ovviamente) il 28 dicembre 1895 al Grand Cafè di Boulevard du capucines di Parigi, sia perchè sono legati direttamente agli inventori a cui è dedicato questo blog, sia perchè quella del 28 dicembre 1895  è a tutti gli effetti la  prima proiezione cinematografica  pubblica della storia e rappresenta dunque il punto di partenza di tutta la settima arte. In particolare, L'uscita  dalle officine Lu...

Cinebolli

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Il francobollo in figura è stato emesso il 28 aprile 2007 in occasione della celebrazione del 70° anniversario della nascita degli studi cinematografici di Cinecittà in Roma, inaugurati nel 1937 alla presenza del duce Benito Mussolini, che vedeva nella cinepresa uno strumento fondamentale per la propaganda del regime. Gli studi, che dopo la fine della guerra hanno visto un'epurazione dei registi maggiormente compromessi col passato regime, hanno visto avvicendarsi nel corso degli anni le produzioni di moltissimi registi illustri, sia italiani che internazionali, tanto da guadagnare l'appellativo di Hollywood sul Tevere (solo per citare alcuni nomi, vi si sono prodotti film di Fellini, Visconti, De Sica e Pasolini, ma anche di Scorsese e Coppola). Il francobollo raffigura in primo piano una macchina da presa su un treppiede  che viene operata da un regista, mentre in secondo piano è raffigurato il celebre ingresso degli studi sopracitati.  Il francobollo è stato emesso con una ...

Pagine di cronogrammi

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Qui di seguito riporto una bibliografia storica della cinepresa . Nel redarla ho fatto una cernita di alcuni dei più notevoli documenti in cui essa viene presa in esame, considerando qualsiasi tipo di documento letterario (libri monografici, articoli di giornale, brevetti) e partendo dai primissimi scritti in cui è stata citata a partire dal 1895. I documenti sono riportati in ordine cronologico e, dove l'ho ritenuto necessario, ho fatto una breve descrizione di alcuni di essi. (A. & L. Lumière 1895): Auguste & Louis Lumière, FR 245.032 du 13/02/1895 : Appareil servant à l'obtention et à la vision des épreuves chronophotographiques. , Lione : Bureau Des Brevets d'Invention, 1895. Il primo brevetto depositato dai fratelli Lumiere per il loro cinematografo, presso l'ufficio brevetti francese. Si tratta del primo storico documento in cui viene citata la macchina da presa, qui definita come "un apparecchio utile all'ottenimento e alla visione di stampe cro...

Le regole di un'illusione

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Il principio fisico di funzionamento della cinepresa consiste nell'effettuare una serie di scatti fotografici (detti fotogrammi ) in rapida sequenza, attraverso l' impressione di una pellicola fotosensibile. Questi scatti, successivamente proiettati alla stessa velocità di ripresa, permettono di creare agli occhi di chi li osserva l'illusione di una scena in movimento . Affinchè questo movimento possa essere percepito in modo naturale, la velocità di impressione dei fotogrammi da parte della cinepresa deve essere di circa 24 fotogrammi al secondo. Nello specifico, la pellicola non ancora impressionata esce da un magazzino (anche detto  bobina ) e attraverso dei rulli viene trascinata a velocità costante fino al piano focale , ovvero il piano dove viene messa a fuoco l'immagine da impressionare. Qui la pellicola, che scorre in verticale a differenza delle comuni macchine fotografiche, viene impressionata grazie alla lente dell'obbiettivo e all' otturatore . La ...