L'occhio che tutto vede

Eccoci giunti alla fine della nostra carrellata panoramica sulla cinepresa.

Come abbiamo già notato parlando di fumetti, la cinepresa è stata citata spesso dagli altri media, dunque non sorprende la sua presenza anche nella letteratura di finzione. Infatti, sebbene sia indubbio che in ambito narrativo la cinepresa abbia subìto fin da subito l'influenza del medium letterario (che l'ha aiutata a imporsi come strumento artistico), è altrettanto vero che la macchina da presa è apparsa fin da subito tra le righe di molte opere letterarie. Qui di seguito ne riporto due, particolarmente rilevanti ai mie occhi, che costituiscono un'aspra critica all'utilizzo dello strumento che abbiamo trattato in questi dieci step.


(Pirandello 1916): Luigi Pirandello, Quaderni di Serafino Gubbio operatore (originariamento intitolato "Si gira...")Milano: Fratelli Treves, 1916

Sesto e penultimo romanzo del drammaturgo siciliano, ha come protagonista Serafino, un cineoperatore di una casa cinematografica soprannominato da tutti "Si gira", che si sente alienato dal suo lavoro e tiene un diario dove annota tutti gli le particolarità dell'ambiente in cui opera. Rappresenta una forte critica della macchina e della tecnologia, elogiata in quel periodo dal futurismo che la vedeva come uno strumento di progresso. La dura polemica di Pirandello viene fuori soprattutto nell'ultima scena del romanzo, che ha come protagonista proprio la cinepresa: Serafino infatti riprende passivamente un attore che, intento a girare una scena, invece di uccidere una tigre come imponeva la sceneggiatura, aziona l'arma contro un'altra attrice, per essere poi sbranato dalla stessa tigre. Serafino rimane profondamente shockato dalla terribile scena a cui ha assistito, tanto da rinunciare a qualsiasi forma di comunicazione.


(Orwell 1949): George Orwell, 1984Londra:  Secker & Warburg, 1949

1984 non è solo uno dei più celebri romanzi di George Orwell, ma è un vero e proprio classico della letteratura novecentesca. Racconta la storia di un mondo distopico diviso in tre grandi potenze totalitarie, tra cui l'Oceania (in cui è ambientata la storia), amministrata da un unico e risoluto Partito. La vita di tutti gli abitanti dell'Oceania è tenuta sotto controllo dai teleschermi, dei televisori-telecamere installati ovunque che, oltre a diffondere messaggi di propaganda, fungono da occhi ubiquitari del Grande Fratello, una misteriosa figura dittatoriale che nessuno ha mai visto se non su manifesti affissi ovunque. In questa società opera il protagonista Winston Smith, un impiegato addetto alla "correzione" di libri già pubblicati e alla revisione della storia scritta. Nel corso della storia Winston si innamorerà di Julia e si ribellerà al rigidissimo sistema imposto su di lui e gli altri cittadini, incontrando però un'oscura fine per mano del Partito, che lo torturerà e lo ucciderà, non prima di avergli fatto un vero e proprio lavaggio del cervello.  Nella realtà distopica dipinta dal romanzo  trasuda da ogni pagina la critica di Orwell ai totalitarismi a lui contemporanei, che si impongono sull'individuo privandolo di ogni libertà e identità individuale, come ben riasunto dalle telecamere che controllano ogni angolo annullando ogni forma di privacy.




Sitografia:

(Wikipedia) Quaderni di Serafino Gubbio operatore https://it.wikipedia.org/wiki/Quaderni_di_Serafino_Gubbio_operatore

(Wikipedia) 1984 https://it.wikipedia.org/wiki/1984_(romanzo)

Commenti

Post popolari in questo blog

Le regole di un'illusione

Eccomi De Mille, sono pronta per il mio primo piano